OKTOBER TEST 2010
«GLI INTERVENTI TEMPESTIVI NON S’IMPROVVISANO».
15-16-17 ottobre 2010
di Aldo Marchesini/COM2
Quando si è cercato un nome per la prima esercitazione di Protezione Civile, è scaturito “Oktober Test”, dal calambour scherzoso con l’altro evento tradizionale “… Fest”. Senza prevedere che anche questo nostro, tanto più morigerato e severo, avrebbe inanellato una lunga tradizione: questa è l’undicesima edizione.
I tre COM (Centri Operativi Misti) territoriali del Sud Milano: Corsico, Assago, Buccinasco, Cesano B., Cusago, Trezzano sul Naviglio; Abbiategrasso, Albairate, Besate, Bubbiano, Calvignasco, Cassinetta di L., Cisliano, Gaggiano, Morimondo, Motta Visconti, Ozzero, Vermezzo, Zelo Surrigone; Rozzano, Basiglio, Binasco, Lacchiarella, Locate Triulzi, Noviglio, Pieve Emanuele, Vernate, Zibido San Giacomo, si sommano, ai volontari della Pubblica Assistenza ed alle associazioni del soccorso, gli psicologi dell’emergenza, ai cinofili da ricerca, alla ricerca a cavallo, ai radioamatori, alla Polizia Locale, ai VV.FF. ed ai Carabinieri; un raduno di circa 400 volontari, con decine di automezzi, tutti a far avanzare un presidio zonale di protezione civile, dal confine Sud di Milano fino al Parco del Ticino, pronto a fronteggiare dissesti naturali, rischi industriali e antropici.
Chi non è volontario di Protezione Civile, difficilmente conosce quanto sia profuso l’impegno e la passione dei volontari, ma anche quanto sia inclemente e avulsa dall’autocompiacimento la valutazione finale di tutta la prova. L’azione d’insieme del dispiegamento -i cui numeri corrispondono a dieci grandi orchestre che suonano contemporaneamente-, quando non risulti pienamente soddisfacente, sconta un’autocritica e una dissezione dei punti deboli in cui le inevitabili imprecisioni, suonano come imperdonabili peccati di lentezza e d’incompleta volontà di squadra; tiritere che nei discorsi dei volontari si riportano fino all’edizione successiva.
Pertanto, ogni anno subito dopo l’esercitazione, sulla base dell’esperienza verificata, si rielaborano i punti di forza e di debolezza per configurare gli scenari dell’edizione successiva, vale a dire, un anno di periodiche riunioni tra i Coordinatori dei gruppi comunali ed il Coordinamento CCV provinciale, un percorso di costanti valutazioni che faccia progredire l’organizzazione e la capacità di risposta.
Quello che si va a testare é l’azione d’intervento delle prime 72 ore -le peggiori- di un evento disastroso. Nel dispiegamento, sono numerosi quelli che si sono prodigati nella colonna mobile dei soccorsi in Abruzzo (Montecchio 2) del 2009, una presenza con una serie di concretezze che in ogni approfondimento affiorano di riferimento.
Le prove sono rese verosimili anche con ausili scenici e comparse, le vittime dei disastri saranno rappresentate da manichini, ma anche in abiti pertinenti, da comparse vocianti ed escandescenti con le turbative dovute al panico. In effetti, lo svolgimento della prova ha uno “storyboard”, da film, senza che il fine siano le riprese, ma le partiture completamente previdenti. La riuscita piena, infatti, sta nella capacità di ciascun componente d’entrare in scena quando il pericolo e sotto controllo e le protezioni individuali specifiche consentono di operare per sottrarre al disastro, vittime, rischi e criticità e non viceversa.
Trovare il proprio posto sullo scenario e andare tutti intensamente insieme verso lo stesso finale, comporta che ciascuno con le proprie competenze, sappia quello che c’è da fare e anche quello da non fare. Dovendolo rappresentare, trovo una similitudine nello svolgimento di un “pit stop” ai box del gran premio, dove l’oggetto da far ripartire viene prontamente avvolto da persone competenti, che senza apparente concitazione, in breve lo rimettono in pista superando qualsiasi imprevisto.
La riuscita dell’esercitazione, sta tutta nella propria capacità di coordinarsi e portarsi di fronte ad un evento critico celato fino all’ultimo, come un equipaggio autosufficiente, capace di risposte rapide, coordinate, pronto ad integrarsi o a collocarsi in ausilio al “sistema” dei soccorsi, pronto a mitigare i danni e le conseguenze di un assesto imprevisto; dove ciascuno si avvicina certamente con la voglia di essere d’aiuto, ma sapendod’interagire.

























































































































































































